Monday, January 25, 2010




PERCEZIONE VISIVA-Parte1

Sorvoliamo su quello che avviene elettricamente e chimicamente nel nostro cervello, e che ci consente di vedere...soffermiamoci invece sulla percezione sensoriale in se stessa, su quello che effettivamente vediamo e percepiamo.
La percezione visiva è fatta dalle informazioni sensoriali quanto dalla nostra esperienza visiva.
Esaminiamo quindi il risultato del processo che occhi e cervello fanno per dare significato a quello che vediamo.
La maggior parte delle nostre percezioni sono tanto complesse quanto automatiche ed immediate, anche quando le informazioni che raggiungono il nostro occhio sono minime, limitate.

Sicuramente vi accorgete da soli che leggere questo testo non significa comprendere ogni singola lettera, decifrarla, comporre la parola, sommarla alle altre in una frase, aggiungere la punteggiatura...ecc ecc. Ma molto più semplicemente cogliete immediatamente il significato attraverso forme familiari.

La familiarità con le parole è data dalla capacità di leggere aquisita a scuola, tutto il resto è dato dai messaggi sensoriali ottenuti attraverso le linee che compongono le lettere.
In sostanza la percezione visiva (come tutte le percezioni sensoriali) è composta da una parte di esperienza, e da una parte di percezione.
La somma delle due parti è un processo così rapido che è praticamente incoscio.

Nel nostro caso, visto che stiamo cercando il linguaggio giusto per descrivere il volume, osserviamo alcuni indici di percezione della profondità.

_Se si dispongono su di un foglio una serie di rette una sull'altra sempre più vicine mano a mano che salgono e sempre più strette se ne ottiene un effetto di allontanamento in prospettiva, come le traversine dei binari.
Questa percezione è detta di PROSPETTIVA LINEARE.



Se disegnamo su di un foglio linee di puntini, più o meno regolari, dal basso verso l'alto che salendo si infittiscono e riducono otteniamo un effetto simile, di grande profondita.
Come una folla ad un concerto.
Questo tipo di percezione è detta TISSURALE.




Se in un disegno un bambino si trova visivamente davanti ad un tavolo ci apparirà anche più vicino, se il tavolo vi sta davanti avremo l'effetto contrario.
Questa è detta INTERPOSIZIONE.





In un piano orizzontale, più alto si trova l'oggetto disegnato più apparirà lontano.
Questa percezione è detta di ELEVAZIONE.




Il chiaroscuro applicato ad una forma disegnata ne determina il volume.
questo indice di profondità è detto OMBREGGIATURA (Chiaroscuro)





Questi indici, sono detti monoculari, poichè danno la percezione di profondità senza necessitare di una vista binoculare tridimensionale...
Il nostro apparato visivo/cerebrale è estremamente affascinante.
Il cervello decodifica i segnali del nostro occhio e comprende inconsciamente e a volte addirittura completa forme e volumi, linee e sagome.
Tra gli indici di percezione della profondità elencati quelli che più ci interessano per ora sono Prospettiva, e Ombreggiatura
Presto osserveremo nel dettaglio questi sistemi di rappresentazione del volume, per ora vi basti sapere che i più frequenti ed importanti sistemi di prospettiva sono
la prospettiva centrale, e quella accidentale.
La prospettiva centrale ha un solo punto di fuga, quella accidentale 2.

Quel che si evince infine è che la rappresentazione del volume su di una superfice piana è mera illusione, un artificio che inganna chi osserva.
A volte un paio di linee nel posto giusto sembrano trasformare una figura piana (Fig 1A) in una tridimensionale (Fig 1B)
Sono diversi i modi in cui possiamo creare questa illusione; la prospettiva è una di queste...
Risultati analoghi si ottengono anche con l'assonometria che semplifica la reale visione e si utilizza di solito nel disegno tecnico, meccanico o architettonico.

Ma l'aiuto più grande ci viene dalla luce che plasma le forme e mostra ogni cosa come è.
Nel disegno e nella pittura, la luce si rappresenta con il cosiddetto Chiaroscuro, l'Ombreggiatura di cui accennavamo prima.
Come le rette trasformano la figura piana in una tridimensionale(Fig 1B), il chiaroscuro da solidità alle 3 dimensioni (Fig 1C)



1 commenti:

  1. Belin! la percezione Tissurale, mi mancava proprio...
    comunque grazie, anche stavolta un bell'articolo!

    ciao %)

    ReplyDelete